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giovedì 1 maggio 2014

My life in Tanzania (Capitolo 25) 'Zanzibar'

Mambo!

 Lo Scorso weekend siamo stati a Zanzibar.

Chiamiamola una gita fuori porta.
Da Dar es Salaam ci vogliono 90 minuti in aliscafo  o 15 minuti in aereo.
Via mare costa sugli 80 $ e via aerea costa sui 110 $.
Le prime due volte sono andata in aereo perché pensavo di far prima.
Sbagliato.
In realtà per arrivare o tornare dall’aeroporto ,in base all’orario,puoi impiegarci anche 2 ore visto il traffico caotico (e snervante) di Dar es Salaam. Quindi a conti fatti conviene ,secondo me, via mare in quanto il porto è più facile da raggiungere.
Comunque sia ,la sera prima io e LUI  stavamo aspettando degli amici in un locale ed eravamo li a pensare cosa fare per il weekend  e abbiamo deciso di improvvisare una minivacanza last second a Zanzibar.
 In 10 minuti abbiamo prenotato aliscafo e hotel.
Tornati a casa abbiamo buttato due costumi nello zaino, la protezione solare, il repellente antizanzare (ormai nostro caro compagno di avventure),cappellini e teli mare e abbiamo messo la sveglia alle 8 per prendere l’aliscafo delle 9:30.
 La mia terza volta a Zanzibar.
 La prima andai con LUI durante le mie primissime settimane in Tanzania  e la seconda  fu con dei cari amici che erano venuti a trovarci dall’Italia lo scorso Gennaio.
Tutte e tre le volte ho soggiornato in luoghi differenti dell’isola. La  prima volta in una località chiamata Nungwi,la seconda poco distante da Stone Town (Centro città) e la terza,ovvero quest’ultima, nella località di Kendwa.
Nungwi

Nungwi



Kendwa
Stone Town


La scelta della località dell’isola dove soggiornare dipende unicamente dal  tipo di vacanza che volete fare.
Se volete solo spiagge bianche e mare cristallino vi consiglio sia Nungwi che Kendwa. Che non risentono delle alte e basse maree, le uniche zone dell’isola.
Se invece volete visitare meglio il centro città e le zone limitrofe vi consiglio qualcosa più verso Stone Town.
Dipende anche dai giorni che avete a disposizione. Se rimanete almeno una settimana un posto vale l’altro. Vi sposterete in taxi per le varie visite (Gli autobus non arrivano ovunque).
Se rimanete pochi giorni invece sappiate che da una parte all’ altra dell’isola ci si mette più di un’ora quindi dovete considerare anche le distanze. Oltre che ai costi dei Taxi.
Dalla Dalla (bus)di Zanzibar



Partiamo subito con il dire che il vero nome di Zanzibar è Unguja e il nome Zanzibar in realtà è relativo all’arcipelago che comprende pure l’isola di Pemba (che si trova a nord) che è altrettanto meravigliosa.
Tra il XII e il XV secolo Zanzibar è stato un porto commerciale con l’Arabia, il Golfo Persico ,l’India e altri paesi asiatici con i quali avvenivano scambi di oro, di schiavi,di avorio e di legno.
La successiva conseguenza di questi scambi fu la diffusione dell’ISLAM  e dell’architettura araba, che caratterizza l’isola.
Poi arrivarono i portoghesi ma rimasero per breve tempo, divenne allora territorio degli inglesi che usavano l’isola come “pausa” per i loro viaggi verso l’India e infine arrivò il sultano dell’Oman verso l’inizio  dell’ottocento il quale addirittura trasferì la sua corte a Zanzibar.
Successivamente  verso la metà dell’ottocento, invece, l’interesse per l’isola da parte dei britannici si intensificò tanto da indebolire quello omanita. Nel 1963 Zanzibar ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna e diventò una monarchia. Poco dopo, una rivoluzione da parte del partito Afro-shirazista  assunse il potere e venne istituita nel 1964 una unione con la Tanganyka (così veniva infatti chiamata la Tanzania continentale) dando origine all’attuale Tanzanìa,sotto la guida di Julius Nyerere (definito BABA ,padre,della nazione).
Tutto questo per dirvi che anche se Zanzibar e la Tanzania continentale fanno parte della stessa nazione ,per molti versi Zanzibar mantiene ancora una propria forma di indipendenza dalla Tanganyka continentale.
Per esempio dal punto di vista politico. In realtà in Tanzania ci sono due Presidenti della Repubblica e ognuno dei due  governi ha organi esecutivi,giudiziari e legislativi. Con tutte le spese che tale scelta può comportare. Se già un governo ha un costo,immaginate due governi.
Ma non tocchiamo questo tasto (assai dolente)

Appena arrivi a Zanzibar ,da Dar ,avverti immediatamente la differenza. La gente è estremamente diversa.






Per certi versi anche un po’ meno cordiale di Dar. Probabilmente anche a causa del numero esagerato di turisti che ogni anno visitano l’Isola (primi su tutti gli italiani).
La maggior parte della popolazione è musulmana. A differenza di Dar dove invece una parte della popolazione è di religione islamica ma un’ altra grossa parte è cattolica .
Gli abitanti di Dar non amano gli abitanti di Zanzibar e viceversa. E non credo che si sentano tutti ,in cuor loro, parte della stessa nazione. Proprio per questa  unione “abbastanza” recente.
Il nome Zanzibar deriva, probabilmente, dal nome persiano Zanj ,nome con cui i persiani indicavano la gente di colore e Zang-bar ,pare, ’significhi terra dei neri’.
Essendo Zanzibar ,quindi ,stata   influenzata da diverse culture risulta un crocevia di popoli e culture che lasciano  le loro tracce nell’architettura, nei profumi e nei sapori.
Una parte significativa della sua economia è sicuramente basata sulle spezie.
Infatti una delle cose che consiglio di fare nell’isola è il famoso Tour delle Spezie.
Sarà turistico ,ma a me è piaciuto tantissimo. E ho scoperto che sono una frana nel riconoscere le spezie. Su 20 ne avrò riconosciute due.

Ti mostrano anche vari tipi di frutta e i vari impieghi che se ne possono fare













Le spezie sono le vere protagoniste della tradizione zanzibarina.
Sono infatti i primi produttori di Chiodi di Garofano. Hanno coltivazioni di Cannella, cardamomo ,coriandolo ,cumino, sesamo ,peperoncino rosso, pepe nero ,noce moscata, curcuma, zenzero ,vaniglia e citronella.

Stone Town, come vi dicevo è il cuore della città, ed è dichiarata patrimonio dell’ Unesco.
Il suo stile è particolarissimo. Un mix di stile coloniale inglese e tanzaniano, arabo e indiano.Molto  caratteristiche sono le porte degli edifici.




Perdetevi tra le sue stradine e i suoi negozietti e non perdete la Casa delle Meraviglie  un tempo il palazzo del sultano.











Durante la mia seconda visita a Zanzibar ho visitato la foresta Jozani  di cui le guide parlano tanto. Anche  se non mi ha particolarmente colpita.
La foresta è famosa principalmente perché si trova l’unico esemplare di scimmia chiamata colobo Rosso di Kirk





Le spiagge sono il pezzo forte dell’isola. E sono semplicemente STUPENDE. Consiglio quelle di Kendwa e Nungwi .Particolare è il tramonto di queste zone a nord dell’isola.





Non ho visto le spiagge di Kiwenga e Pwani Mchangani ma pare siano famose per le loro  basse maree grazie alle quali si può osservare la barriera corallina.
Chi ama Diving e snorkeling  a Zanzibar troverà il paradiso .
Le zone maggiormente consigliate sono le piccole isole di Snake Island e Grave Island e anche l’isola di Changu famosa anche per le tartarughe giganti.
Mi hanno anche raccontato della fantastica esperienza  del bagno con i delfini  verso Chumbe Island che purtroppo personalmente non ho fatto. Ancora.

Personalmente non amo le vacanze “solo mare”. Per questo motivo a chi mi chiede consigli sulla Tanzania rispondo che il TOP ,a mio avviso, sarebbe un connubio tra  mare (Zanzibar o le altre due incantevoli isole di Mafia e Pemba) e  SAFARI  in uno dei tanti e meravigliosi parchi naturali che offre (vedi capitolo 17 ).
Dedicarsi unicamente al mare in Tanzania è un po’ riduttivo. Ma è un mio personale punto di vista.
Le vacanze sono una cosa personale e ognuno ha il sacrosanto diritto di farsele come gli pare. Per me non esistono vacanze “giuste” o “sbagliate”. E’ soggettivo.

Comunque sia Zanzibar merita certamente di essere visitata.


Fish Market


Nungwi

Fish Market



Nungwi



Spero di avervi fatto venir voglia di  partire…!

Alla Prossima!











sabato 19 aprile 2014

My life in Tanzania (Capitolo 23) 'La Punizione'


Non sono mai stata una persona puntuale,lo ammetto.
E’stato sempre un mio grande difetto.

Per fortuna con gli anni(e soprattutto con il lavoro)ho dovuto necessariamente fare dei miglioramenti. Non sono una di quelle persone estremamente ritardatarie ,ma quei 5/10 minuti accadevano spesso. In genere chiamavo poco prima, per avvisare del ritardo.

Ma non pensavo che sarei stata punita così.  
No.

Sarei stata punita a subire ,anche solo in parte, ciò che per anni probabilmente la gente ha subito per me.
In Tanzania il fattore TEMPO è qualcosa che va analizzato.
In Tanzania sono diventata puntuale.
Vi spiego perché.
Tu dai ,a un qualsiasi tanzaniano,un appuntamento  a un determinato orario e ,STANNE CERTO, lui arriverà in un arco di tempo successivo all’orario stabilito. In genere dai 10 ai 60 minuti dopo. Qualche volta ho aspettato anche per due ore.
E non scherzo.
Durante la mia esperienza in hotel nel Sales (vendite)  avevo spesso appuntamenti con i clienti.
Con gli europei il problema non si poneva.Entrambi eravamo in orario.
Ma con i tanzani era tutt'altra storia.

Stabilivamo di vederci,esempio,alle 10?
Beh prima delle 11 non spuntavano. E quando arrivavano non è che magari si inventassero la megaballe delle balle. O magari si scusassero.
No,no. Al massimo se tu,cercando di non esplodere ,chiedessi  Che t’è successo?’   loro quasi infastiditi della domanda ti rispondevano  It was due to traffick jam’ (c’era traffico).
Quasi dovevo chiedere scusa io.
Ma anche gli amici.
Una volta dovevamo andare a una festa con un’amica,un kitchen party, che è una specie di addio al nubilato.
 Non avevo tutta sta voglia di andare,ma ero curiosa di sapere come si festeggiasse qui in Tanzania e ne avrei approfittato per  scattare qualche foto. Comunque sia,  la mia amica il giorno prima,mi disse
 ‘Verrò a prenderti dopo pranzo ’
E già dovevo insospettirmi. Uno può pranzare a che ora vuole.
In genere anche qui in Tanzania il pranzo avviene tra le 13 e le 14.Quindi pensavo dopo quell’orario.
Le scrissi allora il giorno stesso per avere un’idea dell’orario in cui sarebbe venuta.
Mi disse verso le 14.OK.
ORE 14:30 Neanche l’ombra.
ORE 15 La chiamo… tutto ok?’ le chiedo io  e lei rispose ‘Si,sto arrivando,ho avuto un contrattempo.’    
15:30 Non pervenuta
16:30 Non pervenuta
17:30 Non pervenuta
Alle 18 mi sono cambiata e sono andata a  fare un aperitivo sulla spiaggia sotto casa.

E STI CAZZI.

Non ce la fanno è più forte di loro.
Non so cosa gli succeda esattamente ma hanno uno strano rapporto con l’orologio.
Sicuramente è strettamente connesso al loro pole pole style(vedi capitolo 12  )
L’essere pole pole (lento) certamente non aiuta a essere puntuali.
Anche su questo versante all’inizio davo di matto, e adesso non ci faccio più caso. O quasi.
Ho aspettato talmente tante ore sotto il sole di 30 °C da aver compreso pienamente la soluzione.
Innanzitutto devi prendere atto del fatto che glielo puoi spiegare 100 volte e non lo capiscono.
Capito questo ,devi passare allo step successivo.
La contro -tattica.
 Gli dai un orario,ma in largo anticipo,così arriviamo ,più o meno ,tutti alla stessa ora.
All’ autista del Bajaj,se deve venirmi a prendere alle 17 ad esempio,gli dico di venire alle 16:30.A volte pure alle 16.
E lui per le 17:00 sarà li.Garantito.
That’s it.
Questa la chiamo sopravvivenza
Che altro dovrei fare?
Mi è capitato  di aspettare (mille volte) l’autista del Bajaj ,magari in ritardo da mezzora che al telefono mi diceva “… sto arrivando ...”
e io che gli dicevo “… se non sei qui nei paraggi, non preoccuparti, cerco un altro Bajaj.”
E lui “No … No aspettami  sono qui”
E lo aspettavo perchè mi sembrava male,visto che stava venendo apposta per me.
E passava un’altra mezzora.
Vi giuro.
Altre volte invece,quando ero stanca di aspettare (e chiamandolo al telefono non dava segni di vita ) lo prendevo davvero un altro Bajaj ,e capitava che  due ore dopo mi arrivasse  un suo  sms che mi diceva “Sorry…it wasn’t my fault” (scusa…non è stata colpa mia).
Due ore dopo.
E io non vengo da Francoforte sul Meno.
Vorrei sapere come loro,i tizi di Francoforte sul Meno, si siano riusciti ad ambientare qui.
Io ,italiana, made in Sicily ,ci ho messo un anno.
Eppure ci sono tantissimi expats svizzeri,tedeschi o di altri luoghi famosi per la loro precisione.
Vorrei sapere loro come fanno,che tecniche utilizzano.

Quando lavoravo in hotel assunsero una collega. La collega era tanzaniana. Benedicta.
Le fecero fare un mese di prova.
Bene,lei in quel mese di prova riuscì ad arrivare ,ogni giorno ,tardi a lavoro.
Ma no 5/10 minuti. Che già di per se,non è ammissibile.
NO.
Arrivava anche un’ora dopo.
E non è che appena arrivata andasse dritta dal direttore a scusarsi. No
Le si sedeva nella sua scrivania e se qualcuno le osasse chiedere quale fosse stato il problema,lei rispondeva appunto  ‘C’era traffico’.
Quando andava bene arrivava alla fine del serissimo briefing della mattina del direttore e si sedeva come se nulla fosse.
Io fossi arrivata anche soli 5 minuti in ritardo sarei sprofondata.

Poi in pausa pranzo doveva stare un’ora e stava un’ora e mezza.
Se le chiedevi dove fosse finita lei ti rispondeva che le piaceva mangiare con calma.
Mi pare giusto.

Dopo un mese,finita la prova, a lei per una serie di motivi (che vi giuro,non erano neanche  solo questi) non fu rinnovato il contratto.
Arrabbiata lei di ciò cercai di spiegarle delicatamente che “forse” l’arrivare ogni giorno tardi a lavoro poteva aver ,diciamo,facilitato la scelta da parte del direttore.
Lei mi guardò con uno sguardo gelido come se avessi detto la più grossa cazzata dell’universo e mi rispose.
‘It’s an excuse (è una scusa).Non può essere SOLO questo motivo,non si licenzia qualcuno solo per questo.”
E io continuavo ,cercando di spiegarle che essere puntuali in ambito lavorativo è estremamente importante.
Le spiegavo che in Europa se arrivi in ritardo per 3 giorni consecutivi potresti anche rischiare il licenziamento in tronco.
Lei mi guardò come se avessi detto una cosa buffissima.

Infatti scoppiò a ridere.

‘Vale,come on,please stop kidding me’      (Vale per favore,smettila di prendermi in giro)

Niente,inutile, ci avevo solo provato.

Che vi avevo detto?